Non voler più tornare a casa: “Mediterraneo Sorrento”

Ha il nome del mare nostrum. Si viene avvolti da bianco, celeste e blu. E poi materiali in ottone, vetro e – più in basso, a terra – legno chiaro. Standard modernissimi in un contesto di immutato, antico fascino.

Ecco il primo impatto dell’hotel “Mediterraneo Sorrento”, dove rispetto, sorrisi e fiori parlano di una terra baciata dal sole con vista Vesuvio, e con ospiti che – prontamente – si integrano bene nel paesaggio.

Attenzioni, garbo e premure dànno un “benvenuto a palazzo” nell’antica residenza della sorella dell’armatore Achille Lauro, che i nipoti ricordano affettuosamente come “nonna Etta”.   

Qui, malgrado il sapiente restauro, si respira l’epoca dei tempi che furono, con testimonianze fotografiche di ciò che era e di come lo ricordano gli abitanti del luogo.

Dalla “premuta” di agrumi fresca e spumante in camera al gelèe con bigliettino della buonanotte, ci si sente viziati per tutto il soggiorno. E poi, in ascensore fino al mare.

Ottime creme per il corpo ad uso degli ospiti e morbide spugne per andare in SPA; si inizia con yoga a bordo piscina al mattino, e si termina con lounge music per godersi il tramonto al roof top.

L’ architettura d’interni è rilassante e dinamica al tempo stesso. Tutto sembra concepito per far sentire l’ospite a casa più che in un hotel a 5 stelle, dal frigo bar alle abat jour.

Dal balconcino privato vista mare, in ferro battuto bianco primi ‘900, si contempla l’infinito e si osserva l’incresparsi delle onde. Ci si prepara per la cena come fosse un rito spirituale, tanto è curata la tavola.

Affidandosi alla giovane sommelièr Olimpia (nome e modi da dea), ci si appresta a compiere un vero e proprio viaggio sensoriale. Racconti, profumi e minuziosi dettagli enologici e non rapiscono l’ospite inebriato.

Solo prodotti a km 0, solo da piccoli produttori, solo Bio. E si scopre come le uova di quaglia vengano prese con i “mastrilli”, ed altre ricercatezze del giovane, quotato chef Nicola Celentano del ristorante Vesuvio.     

Conoscere il territorio dove si soggiorna e riportare a casa un’esperienza: questo promette il corso di “pizza” del celebre, pluripremiato pizzaiolo Benito, che svela i segreti per un impasto leggero.

Uscendo dalla struttura, si parte via terra (su navette climatizzate) o via mare (su uno splendido gozzo) alla volta dei tesori del territorio: dagli scavi di Ercolano alla vicina costiera amalfitana.

Vivere la penisola sorrentina dall’hotel Mediterraneo Sorrento è come apprezzare le mille sfumature di un dipinto. Fin da quando la nobile famiglia aiutava rifugiati di guerra, l’ospitalità è ancora un suo tratto distintivo.

La premura dei titolari, l’eleganza della semplicità coniugata al contesto paradisiaco, fa di una vacanza all’hotel Mediterraneo Sorrento una promessa mantenuta di bellezza e ristoro dell’anima, che fa venir voglia… di rimanere lì. 

   

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