La “terra ardente”: i Campi Flegrei

Visitare un luogo partendo dall’applicazione di buone pratiche sociali, e dal livello di sostenibilità culturale raggiunto, è un buon metodo di esplorare un territorio e conoscerlo veramente.  

Colori nitidi e acque brillanti fanno dei Campi Flegrei una vera terra di contrasti. Al suono della canzone classica napoletana della bravissima Francesca Marini, si viene accolti nelle terre campane care a letterati e filosofi.

I Campi Flegrei, più note – ingiustamente – per la loro millenaria attività bradisismica che per le loro bellezze naturali, conservano intatto il loro fascino mitologico. 

Il viaggio può partire dai Gardini di Villa Ferretti, bene confiscato alla camorra e ora destinato ad usi civici, il cui parco pubblico è dedicato a Peppino Impastato, vittima della criminalità organizzata. 

E’ in questi luoghi che si coltiva il mare e i suoi preziosi e ricercati frutti, i mitili. Ed è sempre qui che la tradizione incontra l’innovazione
con gli chef Ambassador Antonio Tubelli: imperdibile il suo sautè di cozze con fagioli a formella, antica ricetta popolare dei pescatori del golfo flegreo, abbinato al vino Vigna del Lume, Ischia Biancolella DOC – Fratelli Mazzella (Ischia).

Altra Chef Ambassador Stellato: Marianna Vitale, Mar Limone, Pozzuoli con la sua polpessa flegrea con scarola e alghe macerate in birra a fermentazione spontanea: lettura contemporanea e creativa del territorio, che ne esalta la biodiversità marina e vegetale. Vino in abbinamento: Colle Rotondella, Campi Flegrei Piedirosso DOC – Cantine Astroni (Agnano, Napoli)

Si può continuare con una degustazione di olio EVO della Cooperativa Oro di Capri, selezione esclusiva dalle cultivar antiche dell’isola di Capri, presidio Slow Food e progetto di agricoltura sostenibile che conferma ed esalta la cultura del gusto di questa terra.

Ottima la bruschetta con pomodorino cannellino flegreo – Cantine del Mare, Gennaro Schiano e Insalata di cicerchia flegrea con zeste di arancia flegrea e finocchietto – Azienda Agr. La Sibilla, così come l’insalata di Limone di Procida dello chef Peppe Daddio (Dolce&Salato).

Non può mancare il dessert: il dolce al caffè “Le Lazzarelle” ha una doppia valenza, perchè realizzato in collaborazione con i ragazzi del progetto “Monelli a Pasticciare” (Casa di Nisida) e le donne detenute della Cooperativa “Le Lazzarelle” (Casa circondariale femminile
di Pozzuoli).

Accostamento adatto, l’ Idromele della Sibilla – Azienda: Miel d’Oro di Rosario Sica, prodotto artigianale ottenuto con miele del Giardino dell’Orco (Lago d’Averno). Anche il Caffè – Cooperativa Lazzarelle, è artigianale e sociale, torrefatto nel carcere femminile di Pozzuoli.

La Masseria Sardo propone una cucina identitaria, offerta con grazia in un ambiente familiare con un panorama mozzafiato, con la Chef Antonella Barbati. Affacciata sul lago mitologico, la cucina flegrea si racconta attraverso i sapori della terra e del mare. Una cena a km zero tra orti, frutteti e prodotti locali, con vista su Apollo, Sibilla e i vapori del mito.

Fondamentale la visita allo Stabulario di Baia a Bacoli, una tappa per conoscere da vicino la mitilicoltura locale e le tradizioni dei “cozzecari”, i produttori flegrei di mitili. Un sapere antico, ancora oggi vivo grazie a pratiche sostenibili di allevamento e raccolta.

Si può optare fra un tour di pesca sportiva sull’imbarcazione Atena o un tour in barca con fondo trasparente per apprezzare il Parco Archeologico Sommerso di Baia, in collaborazione con Mytilus Fest.

A bordo della Lormar Dreams, guidati da Alessandra Fragale e con la presenza del Direttore Fabio Pagano, i partecipanti esploreranno i resti sommersi di ville, mosaici e porti romani, sprofondati nei secoli a causa del bradisismo. Un paesaggio sottomarino unico al mondo, oggi tutelato come Area Marina Protetta.

Per chi ama i pranzi gourmet vista mare c’è Caracol Ristorante a Bacoli, con lo Chef Angelo Carannante. Un’elegante terrazza sul Golfo di Pozzuoli accoglie i partecipanti per un pranzo che celebra la biodiversità dei Campi Flegrei. La cucina profondamente radicata nel territorio, propone una narrazione gastronomica fatta di alghe, pesci, ortaggi e piccole produzioni artigianali locali.

In abbinamento: Vini delle Cantine Astroni, presentati da Cristina Varchetta, vignaiola storica, custode di vigne a piede franco e pratiche enologiche metropolitane.

Legalità, inclusione, sostenibilità ambientale e memoria storica, fanno di questa terra una preziosa miniera di storia millenaria, che offre al turista esigente ogni tipo di svago e arricchimento culturale.