Grande prima per il musical “Il principe d’Egitto” al Teatro Brancaccio

 

Portare sul palcoscenico una storia come Il Principe d’Egitto significa confrontarsi con un immaginario già molto riconoscibile, fatto di grandi scenari, emozioni e momenti spettacolari. La nuova produzione firmata Broadway Italia, arrivata al Teatro Brancaccio di Roma, raccoglie questa sfida con un allestimento ambizioso, che punta a restituire tutta la dimensione epica del film d’animazione DreamWorks.

Con oltre cinquanta artisti in scena, scenografie imponenti ed effetti speciali firmati da Paolo Carta, lo spettacolo colpisce innanzitutto per la sua componente visiva. La cura dell’allestimento e la ricchezza della messa in scena restituiscono al pubblico un vero kolossal teatrale.

Alla regia troviamo Federico Bellone, che dopo aver portato in Italia The Phantom of the Opera prosegue il suo percorso con una nuova produzione di respiro internazionale. Una direzione artistica che dimostra quanto sia possibile investire anche nel nostro Paese in musical dalla grande complessità produttiva, capaci di confrontarsi con gli standard delle grandi produzioni estere.

Al centro della vicenda ci sono Mosè e Ramses, cresciuti insieme alla corte del faraone come fratelli. La scoperta delle proprie origini porterà Mosè a mettere in discussione tutto ciò che conosce, compreso il legame con Ramses, dando inizio a un conflitto che coinvolgerà il destino del popolo ebraico. Una storia che attraversa temi come identità, libertà, potere e appartenenza, mantenendo una forte componente umana anche nella sua dimensione più grandiosa.

A dare vita ai protagonisti è un cast di grande livello. Riccardo Maccaferri interpreta Mosè, Lorenzo Tognocchi è Ramses, Giulia Sol veste i panni di Tzipporah e Michelle Perera quelli di Yocheved e Miriam. Le loro interpretazioni si distinguono per qualità vocale e presenza scenica, dando spessore a personaggi complessi e di grande profondità. Accanto a loro, Gipeto, Daniela Pobega, Matilde Guidotti, Fabrizio Corrucci e Renato Tognocchi completano un gruppo artistico solido e ben assortito.

La componente musicale, firmata da Stephen Schwartz per musiche e testi, accompagna e sostiene l’intero racconto. La partitura ha un ruolo centrale nello sviluppo della vicenda e trova nelle voci del cast uno dei suoi punti di forza. Un lavoro musicale che richiede interpreti solidi, capaci di affrontare una scrittura impegnativa e di dare continuità a uno spettacolo di questa portata.

Ed è proprio il cast uno degli aspetti che meritano maggiore attenzione. In un panorama in cui spesso sono i nomi più celebri a fare da richiamo per il pubblico, Il Principe d’Egitto sceglie di affidare ruoli centrali a performer che rappresentano una realtà consolidata del musical italiano. Artisti apprezzati dagli appassionati e dagli addetti ai lavori, ma non sempre conosciuti da un pubblico più ampio, ai quali viene dato lo spazio per dimostrare tutto il proprio valore. Non servono necessariamente nomi altisonanti in locandina quando sul palco ci sono professionisti capaci di sostenere uno spettacolo di questa portata con talento, preparazione e personalità. Ed è bello vedere una produzione così importante investire proprio su di loro.

https://teatrobrancaccio.it/spettacoli/stagione-2026-2027/il-principe-degitto-il-musical/