Il lusso della lentezza: cosa regalano davvero le vacanze ai bambini

 

Sono le dieci di sera.

Vostro figlio è ancora sveglio. State passeggiando sul lungomare con un gelato in mano, lui si ferma ogni pochi metri a raccogliere una conchiglia, corre davanti a voi, torna indietro per prendervi la mano.

Intanto, quasi senza accorgervene, guardate l’orologio.

“Domani sarà stanchissimo.”

“Quando torniamo dovremo ricominciare tutto da capo.”

È un pensiero che accompagna molti genitori durante le vacanze.

Dopo mesi passati a costruire con pazienza una routine fatta di orari, rituali della buonanotte, pasti regolari e piccoli punti fermi, basta qualche giorno lontano da casa perché inizi a farsi spazio il timore di star vanificando tutto quel lavoro.

Ed è una paura comprensibile.

Durante l’anno la routine rappresenta un punto di riferimento importante nella crescita del bambino. Lo aiuta a orientarsi, gli offre sicurezza e gli permette di affrontare le giornate sapendo cosa aspettarsi.

Ma le vacanze hanno una caratteristica speciale: cambiano il ritmo della vita di tutta la famiglia.

Si cena più tardi, ci si addormenta in macchina tornando da una serata fuori, si pranza sotto l’ombrellone, si resta mezz’ora in più a costruire un castello di sabbia che nessuno ha fretta di finire.

E forse è proprio qui che vale la pena fermarsi a riflettere.

Perché se durante l’anno la sicurezza passa anche attraverso la routine, in vacanza può nascere da qualcos’altro: dalla presenza.

I bambini non si accorgono soltanto che gli orari sono cambiati. Si accorgono soprattutto che mamma e papà sono diversi.

Ci sono meno corse, meno incastri, meno sguardi all’orologio. C’è più spazio per ascoltare, giocare, improvvisare, ridere insieme.

Ed è proprio questa complicità a rendere le vacanze un’esperienza preziosa.

Anche ciò che agli occhi di un adulto può sembrare una semplice eccezione — il gelato dopo cena, una passeggiata notturna, una storia raccontata sotto le stelle — per un bambino diventa un piccolo rito condiviso.

Le vacanze, in fondo, hanno una loro routine. Solo che è diversa.

È una routine fatta di libertà, di giornate che seguono più il ritmo del corpo che quello dell’orologio, di momenti in cui non tutto deve essere programmato.

È il lusso della lentezza.

Quella lentezza che permette ai bambini di fermarsi su ciò che li incuriosisce davvero, ma che regala qualcosa anche agli adulti: la possibilità di vivere il tempo insieme senza sentirsi sempre impegnati a organizzarlo.

Questo non significa dimenticare ogni regola o rinunciare ai bisogni del bambino.

Significa ricordare che una routine costruita con cura non è così fragile da rompersi per qualche settimana diversa.

Se durante l’anno ha saputo trasmettere sicurezza, quella sicurezza accompagnerà il bambino anche quando gli orari diventeranno più morbidi.

E, se al rientro, ci dovesse essere bisogno di qualche giorno in più per ritrovare il ritmo di sempre, beh, è normale, ma non per forza negativo.

Perché se durante l’anno la routine insegna ai bambini la sicurezza, le vacanze possono insegnare qualcosa di altrettanto importante: che esiste anche un tempo in cui ci si può fermare, ascoltare il proprio corpo, lasciarsi guidare dalla curiosità e semplicemente stare insieme.

E anche questa, in fondo, è una bellissima forma di crescita.