La pizza sotto esame: a Roma torna Pizza Maxima

 

Quando diciamo che una pizza è buona, di solito non abbiamo bisogno di pensarci troppo. C’è chi la vuole sottile, chi cerca il cornicione, chi non rinuncia alla tradizione e chi è sempre curioso di provare qualcosa di nuovo.

Ma cosa succede quando a giudicare una pizza non siamo noi, davanti al nostro piatto, ma circa 200 giornalisti gastronomici ed esperti del settore?

Pizza Maxima 2026, arriva alla quinta edizione dell’evento dedicato alle eccellenze dell’arte bianca italiana, e lunedì 28 settembre arriverà negli spazi di Spazio Novecento, all’EUR. L’appuntamento riunirà a Roma pizzaioli, professionisti e stampa di settore per una giornata dedicata alla pizza italiana, tra confronto, degustazioni e premiazioni.

L’obiettivo resta lo stesso: quello di mettere sotto i riflettori il lavoro delle pizzerie e dei professionisti che stanno contribuendo a trasformare la pizza in uno dei protagonisti più riconoscibili della gastronomia italiana.

E proprio la parte della valutazione è forse quella più curiosa.

Per arrivare alla classifica finale, i circa 200 giurati coinvolti hanno prima individuato 150 pizzerie candidate e poi espresso le proprie valutazioni. Non si tratta però semplicemente di stabilire quale pizza “piace di più”. I criteri prendono in considerazione l’aspetto della pizza, l’impasto e la tecnica, le materie prime, la personalità della proposta e la sua regolarità. Ma anche il rapporto qualità-prezzo, il menu, l’ambiente e il servizio di sala.

Perché una pizza non finisce necessariamente con quello che arriva al tavolo. Anche il contesto conta. E conta il modo in cui una pizzeria costruisce la propria proposta, dalla scelta degli ingredienti alla carta, fino all’esperienza complessiva. È interessante perché la pizza rimane, allo stesso tempo, una delle cose più soggettive che possiamo mangiare.

Possiamo discutere per ore su quale sia la consistenza perfetta dell’impasto, se il cornicione debba essere alto oppure no, quanto sia importante la tradizione e quanto spazio ci sia per la creatività. Ed è proprio questa componente personale a rendere ancora più curioso il mondo delle classifiche gastronomiche: provano a mettere criteri comuni intorno a qualcosa che, per definizione, continua a parlare anche al gusto individuale.

Pizza Maxima arriva in un momento in cui le classifiche hanno assunto un peso sempre maggiore anche nel modo in cui scegliamo dove mangiare. Guide, recensioni, social e piattaforme digitali possono trasformare una pizzeria in una destinazione, ma possono anche esporre i professionisti a giudizi molto rapidi.

Non a caso, uno dei due appuntamenti della Pizza Conference 2026, che si svolgerà durante la giornata, sarà dedicato proprio al rapporto tra guide, classifiche, recensioni e social, affrontando anche il tema della reputazione e della cosiddetta “shitstorm”. Tra i relatori ci saranno giornalisti, rappresentanti di guide gastronomiche, pizzaioli ed esperti del settore.

Il secondo incontro sarà invece dedicato alla pizza d’eccellenza e al rapporto tra teoria e pratica, con professionisti del mondo della produzione e della ristorazione.

Poi ci saranno i forni.

Il momento centrale arriverà nel pomeriggio, con la cerimonia di premiazione della quinta edizione di Pizza Maxima. Oltre alla classifica nazionale, saranno assegnati riconoscimenti alle migliori pizzerie regionali e ai professionisti del settore.

L’appuntamento è riservato a pizzaioli, professionisti e stampa di settore, ma il risultato della classifica sarà poi diffuso attraverso i canali ufficiali dell’evento e le testate partner.

Alla fine, forse, la domanda rimane quella con cui abbiamo iniziato: come si decide quale sia una pizza davvero buona? Una classifica non può cancellare il gusto personale, e probabilmente non dovrebbe farlo. Può però provare a raccontare un settore attraverso criteri condivisi, mettendo in evidenza tecnica, ricerca, materie prime e lavoro.

E il 28 settembre, a Roma, sarà proprio questa la domanda al centro di Pizza Maxima: non soltanto quale pizza ci piace di più, ma cosa rende una pizza capace di distinguersi quando a giudicarla sono professionisti che quella pizza la osservano, la assaggiano e la studiano ogni giorno.