La vacanza che possiamo portare a casa

 

Abbiamo in casa bicchieri che usiamo solo quando arrivano gli ospiti. Piatti che sembrano troppo belli per una cena qualunque. Coppe di vetro che restano in fondo alla credenza per gran parte dell’anno, in attesa di un’occasione che li renda abbastanza importanti.

Qualche sera fa ho tirato fuori una di quelle coppe per il gelato.

Niente di speciale: il gelato preferito, una pallina fatta con l’apposito cucchiaio, una cialda e quella piccola cura che di solito mettiamo nelle cose quando siamo in vacanza. E mi sono chiesta perché, in fondo, dovremmo aspettare di essere lontani da casa per concedercela.

Ci sono gesti che hanno il curioso potere di farci sentire immediatamente in vacanza. Un gelato mangiato dopo cena, magari al tramonto. Una colazione più ricca del solito. Un aperitivo senza fretta. Una tavola apparecchiata bene anche se non c’è nessuno da impressionare.

In vacanza li facciamo quasi naturalmente. Forse perché cambiano i luoghi, ma soprattutto perché cambia il modo in cui guardiamo il tempo. Ci concediamo quello che durante l’anno rimandiamo: una passeggiata senza una commissione da sbrigare, una cena che non deve finire in fretta, qualcosa di bello semplicemente perché ci va.

Poi torniamo a casa.

Ed è strano come proprio il posto in cui abbiamo costruito il nostro rifugio possa sembrarci, per qualche giorno, quasi un luogo da cui ricominciare a scappare. La casa che durante l’anno desideriamo ritrovare quando siamo stanchi diventa improvvisamente il luogo delle lavatrici, delle sveglie, della spesa, del lavoro, degli orari da rimettere in ordine.

Non è che non ci piaccia più stare lì. È che la vacanza ci ha ricordato quanto può essere piacevole abitare il tempo in un altro modo.

Forse però non dobbiamo aspettare la prossima partenza per ritrovare tutto.

Possiamo portare a casa qualche piccolo gesto, senza pretendere di prolungare artificialmente le vacanze. Non serve trasformare il martedì sera in un tramonto sul mare o fingere che settembre non sia arrivato. Basta, qualche volta, trattare la nostra quotidianità con la stessa cura che riserviamo alle giornate lontane da casa.

Tirare fuori quelle coppe di vetro.

Preparare una cena un po’ più bella anche se domani si lavora. Prendere un gelato dopo cena senza che ci sia una ricorrenza. Uscire a fare due passi senza avere una destinazione.

Sono piccoli rituali, ma forse è proprio questo il punto: non ricreare la vacanza, bensì ricordarci che anche la nostra vita di tutti i giorni può contenere qualcosa di speciale.

Abbiamo una strana abitudine a conservare il bello.

Lo teniamo per gli ospiti, per Natale, per il compleanno, per quella cena che prima o poi organizzeremo. Come se per usare le cose migliori servisse una ragione. Come se anche noi dovessimo aspettare che accada qualcosa per meritarle.

In vacanza, invece, siamo noi stessi a diventare ospiti della nostra vita. Ci accogliamo con più attenzione, ci concediamo tempo, scegliamo il posto dove sederci, quello che vogliamo mangiare, la strada più lunga per tornare.

Ed è questo che vale la pena riportare a casa.

Non il mare dentro una fotografia, non la sensazione di essere ancora in ferie, ma un modo un po’ diverso di stare nelle nostre giornate.

Perché la casa che abbiamo costruito con tanta fatica non è soltanto il luogo in cui torniamo quando il viaggio finisce. È il posto in cui passiamo gran parte della nostra vita.

E forse, ogni tanto, merita di essere coccolata.

Ma soprattutto, forse, meritiamo di sentirci accolti anche noi.