Il 7 maggio al Chorus Café prende forma il primo appuntamento di A Fine Dining Story, il progetto con cui Arcangelo Dandini prova a spostare leggermente il modo in cui si guarda alla cucina. Non tanto come sequenza di piatti, ma come occasione per mettere in relazione storie, visioni, culture diverse.
Per iniziare, la direzione è chiara: Roma incontra il Giappone. In cucina, insieme a Dandini, c’è Koji Nakai. Due percorsi lontani, che qui non cercano di assomigliarsi. Piuttosto si affiancano, cercando un punto di equilibrio tra una cucina più stratificata, legata alla memoria, e una più essenziale, costruita per sottrazione.
L’idea dell’umami attraversa la serata senza diventare un tema dichiarato a tutti i costi. Resta sullo sfondo, come qualcosa che tiene insieme i passaggi, che dà profondità senza bisogno di essere spiegata. Un filo che lega piatti diversi e li rende leggibili dentro lo stesso racconto.
Il menu segue questo movimento. Non c’è una divisione netta, ma un’alternanza che funziona più per dialogo che per contrasto. I piatti si rincorrono, si appoggiano l’uno all’altro, trovano una continuità che si costruisce lungo il percorso. Fino a un finale condiviso, con un dessert a quattro mani, e un cocktail firmato da Massimo D’Addezio che si inserisce senza interrompere il ritmo.
Lo spazio del Chorus Café resta in secondo piano, come è giusto che sia. Linee pulite, luce bassa, niente che distragga davvero da quello che succede a tavola.
È una serata che non ha bisogno di essere spiegata troppo. Funziona se ci si entra dentro con curiosità, lasciando che siano i passaggi a fare il resto.
7 maggio alle 20:30
Prezzo della serata: 70 euro
Chorus Café. Via della Conciliazione, 4 – Roma

