25 novembre e relazioni pericolose

In tutto il mondo il 25 novembre si dice BASTA! alla violenza sulle donne. Quest’anno, 70 casi da gennaio a ottobre: un femminicidio ogni 2 giorni è un vergognoso record per l’Italia. Sono sempre ex, i violenti, che – malati di superomismo – non tollerano il rifiuto.

Alle perizie psichiatriche risultano sani di mente, al massimo con tratti di personalità narcisistica. “Non possono essere tutti matti gli autori di violenze e stalking, sennò sarebbe un’emergenza sociale” dicono i ben informati. Ma E’ emergenza sociale, un fenomeno così diffuso: come altro chiamarlo?!

Da notare la trasversalità del fenomeno: non c’è livello socio-economico, d’istruzione o professionale che ne sia esente, anzi: spesso è più presente di quanto si pensi in ambienti scolarizzati e fra uomini colti. E allora? La cultura accademica non basta se si è privi di intelligenza emotiva e rispetto per l’altro/a.     

Le forme più gravi di violenza sono provocate da partner, parenti o amici. E c’è ancora chi nega l’importanza dell’educazione al genere nelle scuole primarie e secondarie, unica, potente e sperimentata forma didattica che insegna il rispetto e l’ascolto dell’altro. 

Una nuova e importante campagna di sensibilizzazione del Gruppo Feltrinelli sui temi dell’educazione affettiva, per prevenire e contrastare la violenza di genere. Perché le nuove generazioni vogliono vivere in sicurezza e serenità i loro rapporti.

Dal 28 ottobre al 25 novembre, in tutta la penisola un mese di confronti e riflessioni sul tema, con talk, readings e workshop aperti a tutti, con la partecipazione di scrittrici e scrittori, giornaliste, artiste, scuole, università e associazioni.

E in più, due eventi on line esclusivi dedicati alle scuole secondarie. Alcuni titoli degli incontri: “Ma quale principe azzurro? Quando si rompe l’incantesimo” (Verona), “Non è amore, è controllo: relazioni tossiche e dipendenze affettive nell’era digitale” (Milano), “Indipendenza economica strumento di libertà” (Genova), “Maschi si nasce, uomini si diventa” (Napoli”),”Succede a casa tua…e se fosse vero?” (Catania).    

Alla libreria di viale Libia a Roma, il 23 novembre, un laboratorio di poesia performativa a cura di Martina Bernocchi, attrice poetessa e divulgatrice e Argo, cantautore e divulgatore impegnato nella sensibilizzazione su salute mentale e mascolinità tossica.

Al termine dell’incontro, i partecipanti saranno in grado di scrivere e performare una poesia da loro scritta e di conoscere più a fondo il mondo della slam poetry, esplorando temi e stereotipi propri della cultura patriarcale.