A vent’anni si dovrebbe avere tutto il tempo del mondo davanti. Eppure proprio quegli anni, quelli in cui si immagina di dover costruire la propria strada, possono diventare complicati da attraversare. Ansia, solitudine, relazioni che finiscono, università, lavoro, aspettative e futuro: non sempre è facile capire da dove cominciare per rimettere insieme i pezzi. E soprattutto non sempre è facile dire: ho bisogno di aiuto.
È anche per questo che torna “A Mente Libera”, il progetto di Roma Capitale dedicato al benessere psicologico dei giovani tra i 18 e i 30 anni. Un servizio di ascolto e prevenzione che prova a rendere quel primo passo un po’ più semplice, portando gli psicologi direttamente nei quartieri della città.
La nuova fase operativa prende il via lunedì 21 settembre e amplia la rete già costruita nelle precedenti edizioni: le sedi passano da 17 a 20, con un numero maggiore di professionisti coinvolti. Gli incontri sono individuali, gratuiti e anonimi e possono essere prenotati consultando il calendario sul sito ufficiale del progetto.
Non si tratta di un percorso terapeutico pensato per sostituire i servizi specialistici, ma di un’occasione per fermarsi, parlare e provare a mettere a fuoco quello che sta succedendo. Ogni partecipante può accedere fino a un massimo di cinque colloqui individuali, con psicologi qualificati.
E la cosa interessante è proprio dove questi colloqui vengono ospitati. Le sedi sono distribuite nei diversi Municipi e comprendono Biblioteche di Roma, spazi comunali e strutture Farmacap. Luoghi che fanno parte della città di tutti i giorni e che possono rendere l’accesso al servizio meno distante, anche fisicamente.
Nelle precedenti edizioni, il progetto ha incontrato circa 2.000 giovani, con oltre 3.200 interventi realizzati. Numeri che raccontano, più di qualsiasi slogan, quanto possa esserci bisogno di uno spazio in cui parlare senza dover prima dimostrare che il proprio problema è abbastanza grande da meritare attenzione.
“A Mente Libera” nasce infatti proprio intorno a questo principio: il disagio non ha sempre una forma evidente e non è necessario arrivare al limite per poter chiedere un confronto. Il progetto mette insieme professionisti di Farmacap e il supporto formativo della Sapienza Università di Roma, con un approccio orientato all’ascolto, alla prevenzione e all’orientamento.
«La salute mentale non deve essere un lusso», sottolinea l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari, ricordando l’importanza di offrire ai giovani uno spazio in cui chiedere aiuto «con competenza, rispetto e delicatezza». Perché, aggiunge, uno dei primi passi è proprio smettere di minimizzare quello che si prova e accettare di avere bisogno di supporto.
Il progetto guarda anche alle forme meno visibili del disagio giovanile. Lorenzo Marinone, consigliere delegato del Sindaco Gualtieri alle Politiche giovanili e presidente della commissione Bilancio, parla di un fenomeno che può tradursi in isolamento sociale, difficoltà legate alla salute mentale o comportamenti a rischio. Da qui la scelta di rafforzare la presenza sul territorio e ampliare gli spazi di ascolto.
Perché spesso chiedere aiuto non significa avere già una risposta. Significa semplicemente avere un posto in cui poter cominciare a fare la domanda.
Le prenotazioni per i colloqui sono già aperte. Tutte le informazioni, il calendario e le modalità di accesso sono disponibili sul sito ufficiale di A Mente Libera.

