Delta del Po romagnolo: un luogo che ribalta l’immaginario della costa, poco distante. Qui, solo silenzio, fenicotteri e anguille. Nell’area delle valli di Comacchio, seguendo Sergio, una guida esperta, si scopre la “Camargue italiana”, rispettandone i padroni di casa: i cavalli bradi.
Qui si mischia l’acqua dolce con quella salmastra, e gli uccelli migratori vengono a rifocillarsi per la lunga traversata che li aspetta verso l’Africa. L’area è Patrimonio dell’Unesco per la sua unicità biologica e bellezza incontaminata.
Oltrepassando il fiume su un ponticello mobile, si prosegue in bici per fare bird watching dalle apposite postazioni. Natura e cultura si fondono in un unicum, dove ci si sente parte integrante del paesaggio.
A proposito di cultura, interessanti i reperti archeologici della città villanoviana Verucchio, unici in Italia per stato di conservazione e importanza storica, come i mantelli conservati o i gioielli d’ambra.
E dopo aver visitato l’Oste del Castello, dove ci si rifocilla con ottimi piatti classici della tradizione regionale romagnola e porchetta di produzione propria, eccoci avvicinarci alla celebre Salina di Cervia.
Possibili escursioni in barca elettrica per godersi un tramonto spettacolare tra riflessi purpurei e colori cangianti. La Salina è garanzia di biodiversità, per le peculiari condizioni chimiche che si vengono a creare.
Avvicinandosi verso la costa e sentendone l’aria, se si ha voglia di menù di pesce consigliatissimo il ristorante Saretina, sul lungomare di Cervia, per tornare casa con un bel ricordo romagnolo marino.
Territorio variegato e dalla morfologia contrastante, dal mare si arriva facilmente in pieno appennino, dove il panorama cambia completamente. A Ridracoli, nell’omonimo Museo delle Acque, si compie un percorso immersivo sul tema dell’acqua.
La maestosa diga, crea un “lago” circondato da vegetazione montana dove è bellissimo andare in canoa. Ma Ridracoli è noto anche per una leggenda, quella del suo fantasma, al quale si riserva sempre un po’ di vino per rabbonirlo.
Forest bathing, trekking, mindfulness, yoga, fitwalking, silent reading, etc: tante le attività che si possono intraprendere in questo paradiso italiano, che ama un turismo educato e attento ai ritmi del parco delle foreste Casentinesi e dei suoi abitanti quadrupedi.
Mettendosi in ascolto, non è infrequente sentire il lavorìo del picchio sui tronchi e, alzando gli occhi, talvolta si ha la fortuna di scorgere aquile. Il lupo è un residente abituale, come anche il gufo e il falco pellegrino.
Quindi, pronti per una vacanza rigenerante e salutista. E, in valigia, costume e crema solare ma anche scarpe comode e binocolo, se si vuole conoscere davvero la Romagna più autentica e meno battuta da un turismo consumistico e invadente.




