A maggio, all’Orto Botanico di Roma, la primavera non è uno sfondo ma qualcosa che si attraversa. Il 9 e il 10 maggio Era di Maggio torna con la sua sesta edizione e sceglie di costruirsi attorno alla figura di Francesco d’Assisi, non come celebrazione ma come occasione per tornare a interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura da una prospettiva ancora molto attuale.
Francesco entra nel festival come presenza discreta ma costante, legata a un’idea di essenzialità e di relazione con il creato che attraversa tutto il programma senza diventare mai didascalica. Il percorso si sviluppa tra i viali dell’Orto Botanico, dove le piante diventano tappe di un racconto fatto di storie, immagini e riferimenti alla vita del Santo, fino ad arrivare alla Biblioteca Corsiniana, dove un manoscritto miniato del Trecento raffigura Francesco sotto la Croce.
La dimensione del festival però non si esaurisce nel racconto storico. Sabato lo spazio si apre alla musica con lo Stabat Mater di Vivaldi eseguito a Palazzo Corsini dall’ensemble “L’Incanto di Roma”, mentre ad accompagnare le due giornate ci sono anche i concerti degli allievi del Liceo Farnesina, che portano una presenza più giovane e continua all’interno del percorso.
Per i più piccoli il festival mantiene un approccio esperienziale, con laboratori sensoriali, yoga kids, attività creative e giochi che trasformano semi e piante in strumenti di scoperta. Anche gli adulti vengono coinvolti attraverso laboratori dedicati alle erbe officinali, alla preparazione di oleoliti e sciroppi e a un’esperienza che permette di “ascoltare” le piante attraverso una traduzione sonora dei loro segnali.
Completano il programma visite guidate, incontri, degustazioni di tè e il Viale delle Cose Belle, dedicato all’artigianato botanico. Due giornate che non provano a spiegare la natura, ma a restituirla come qualcosa da osservare di nuovo, con più attenzione e meno automatismi.
E alla fine resta questo: non capire di più la natura, ma tornare a starci dentro in modo diverso.

