Partiranno dall’Umbria, dove avranno poi base stabile, le iniziative per il centenario della nascita di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura nel 1997 e figura cardine del teatro contemporaneo mondiale.
“100 anni per 100 paesi” è il titolo scelto per l’anno internazionale di celebrazioni (da marzo 2026 a marzo 2027, con alcune anticipazioni già da ottobre 2025) che, grazie all’impegno della Fondazione “Dario Fo e Franca Rame”.
Previsto un ricco calendario di eventi (rappresentazioni teatrali, mostre, giornate di studio, masterclass, proiezioni e produzioni audiovisive) con l’obiettivo di celebrare l’artista che ha lasciato un’eredità culturale e un patrimonio di importanza internazionale.
L’Umbria pertanto, scelta come “buen retiro” creativo da Fo, grazie alla collaborazione tra la Regione e la Fondazione, sarà il fulcro naturale di queste celebrazioni e il luogo ideale di partenza per la gran parte delle azioni previste.
E’ quanto ha annunciato a Perugia il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, alla conferenza stampa di presentazione del progetto nella Galleria nazionale dell’Umbria.
“Abbiamo il compito di rilanciare e diffondere l’eredità culturale di un Maestro indiscusso che ha saputo coniugare teatro, arte e impegno politico” ha affermato Bori, per poi annunciare anche eventi speciali nell’ambito di Umbria Libri 2026 e del Salone del Libro: “L’Umbria si è candidata come regione ospite a Torino e se saremo scelti porteremo la figura di Dario Fo al centro dell’evento internazionale”.
“L’Umbria – ha poi aggiunto – crede molto in questo centenario che parla al mondo e per questo la nostra regione dovrà essere una base solida anche perché Fo era legato all’Umbria così come lo è ancora la sua famiglia”.
Presenti anche Mattea Fo – nipote della celebre coppia – e Stefano Bertea, rispettivamente presidente e direttore degli archivi della Fondazione “Dario Fo e Franca Rame”.

