A Roma la musica si infila ovunque. Nei parchi, nelle piazze, nei cinema all’aperto, nei locali piccoli nascosti tra due serrande abbassate. A volte persino nei negozi, mentre qualcuno entra solo per dare un’occhiata e finisce per fermarsi molto più del previsto.
Dal 7 al 13 giugno succederà ancora di più con RIM – Roma in Musica, la manifestazione promossa da Roma Capitale con la direzione artistica di Daniele Silvestri, pensata per portare concerti, incontri e performance musicali in diversi punti della città.
La cosa interessante è che non rimane costruita attorno all’idea del “grande evento”. Non c’è un unico centro, non c’è la rincorsa al palco principale. La musica si sposta insieme a Roma, attraversa municipi, piazze, strade e quartieri con un programma che cambia continuamente atmosfera.
Ed è probabilmente questo a renderla così facile da apprezzare.
Ci sono appuntamenti molto diversi tra loro, ma tutti sembrano avere in comune la voglia di riportare le persone fuori casa, dentro gli spazi della città. Non soltanto come spettatori, ma come presenza, come gruppo, come parte di qualcosa di bello, unico.
Nel ricchissimo programma c’è l’Orchestra di Piazza Vittorio, che ormai da anni rappresenta una delle immagini più riconoscibili della Roma musicale contemporanea. Un’orchestra nata all’Esquilino e diventata nel tempo simbolo di una città mescolata, multiculturale, piena di influenze diverse che riescono comunque a stare insieme.
Ci sarà anche Raffaella Misiti con Le Romane, in uno spettacolo che attraversa la canzone popolare e immagini della città che appartengono a tutti i romani, senza escludere alcuna generazione.
Poi bande, scuole di musica, jam session, incontri, proiezioni alla Casa del Cinema e perfino “Negozi in Musica”, con le attività commerciali coinvolte direttamente nella manifestazione. Una formula semplice, ma probabilmente una delle più riuscite: entrare in un posto qualsiasi e trovarci dentro qualcuno che suona.
Roma in Musica sembra costruita più per essere attraversata che pianificata. Non serve studiare il programma dall’inizio alla fine. Basta scegliere una zona della città, uscire e vedere cosa succede.
E giugno, in questo, aiuta parecchio.
Le scuole stanno finendo, le serate si allungano, i quartieri ricominciano gioiosamente a vivere all’aperto. Roma cambia umore e abitudini quasi senza accorgersene.
Una passeggiata che diventa un concerto, un negozio che per una sera cambia atmosfera, una piazza che si riempie senza bisogno di grandi effetti.
Poi il resto lo fa Roma, come sempre.

