Porto Fish & Chips riporta a Prati la sua cucina di mare

 

A Prati, quando si parla di ristoranti di pesce, si finisce spesso per immaginare tavoli impeccabili, luci basse e cene un po’ costruite. Porto Fish & Chips ha sempre scelto un’altra strada: quella della convivialità, dei fritti da dividere e delle tavolate che diventano gioiosamente rumorose.

Dopo un periodo di chiusura, Porto riapre in via Emilio Faà di Bruno riportando nel quartiere la sua idea di cucina di mare diretta, abbondante e senza troppi formalismi.

Dietro il progetto resta Davide Buccioni, ex pugile e manager storico della boxe italiana, che continua a dare al locale quell’energia molto poco costruita che negli anni lo aveva reso riconoscibile ben oltre il semplice fish & chips.

Ed è proprio questo che Porto sembra voler difendere anche nella nuova apertura: il piacere di una cucina di mare accessibile, vissuta e profondamente romana nel modo di stare a tavola.

La nuova sala si allontana volutamente dall’immaginario del ristorante di pesce elegante e minimale. Più che alle cartoline estive, guarda ai vecchi porti mediterranei: legno, dettagli nautici, oggetti vissuti, una veranda piena di verde e quell’atmosfera da posto dove si entra per mangiare qualcosa e si finisce per restare tutta la sera.

Anche il menu segue la stessa linea, senza alleggerire troppo la mano.

Il fish & chips continua a essere il piatto simbolo del locale: merluzzo fritto in una pastella croccante, chips di patate e salsa fatta in casa. Un classico che negli anni è diventato quasi il manifesto del posto.

Attorno gira una cucina di mare che prende spesso in prestito sapori e idee dalla tradizione romana. Fritti da condividere, alici con paprika e lime, moscardini croccanti, fino ai primi che giocano con pecorino, cozze, gamberi marinati e pesce spada senza trasformarsi in esercizi di stile.

La Cacio e Pepe di Mare e la Carbonara del Porto raccontano bene questa identità: piatti immediati, pieni, pensati più per la convivialità che per l’estetica perfetta del piatto.

Porto riparte così, senza cercare di diventare qualcosa di diverso da quello che era. E forse è proprio questa la cosa più intelligente: in una città dove i locali cambiano continuamente faccia, restare riconoscibili è quasi un lusso.