Analogic Detox

Analogic Detox, ovvero come disintossicarsi dallo smartphone e tornare a vivere, è il volume di Matteo Piccirilli, Heisenberg Editore, disponibile dal 2 ottobre 2026 in tutte le librerie e negli store online.
 
Ansia quando il telefono non è a portata di mano. Il sonno che si accorcia sera dopo sera. L’attenzione che non regge più venti minuti di fila. E soprattutto ore di schermo che, la sera, non si ricordano di aver vissuto.
 
Sono i segnali di un malessere che riguarda adolescenti e adulti e che il dibattito pubblico continua a trattare come una questione di volontà o di regole. Questo libro lo affronta per quello che è: un tema di salute mentale.
 
La tesi è netta e rovescia l’approccio dominante. Bloccare, vietare, disintossicarsi in modo drastico non funziona, perché il telefono non è la causa del disagio ma il suo sintomo.
 
Dietro ogni gesto compulsivo verso lo schermo c’è un bisogno reale, ansia, solitudine, noia, stanchezza, che chiede una risposta immediata, e il telefono è semplicemente la risposta più rapida e più a portata di mano. Finché quel bisogno resta scoperto, ogni divieto produce solo un effetto rebound e una cosa in più di cui sentirsi in colpa.
 
Matteo Piccirilli lo racconta dall’interno. Data scientist e ricercatore di sicurezza informatica, studia per mestiere come i sistemi digitali catturano l’attenzione: conosceva ogni meccanismo di aggancio delle piattaforme e ci cascava comunque, ogni giorno.
 
Se il problema fosse di ignoranza o di debolezza, chi conosce i meccanismi ne sarebbe immune. Non lo è. Dall’altra parte dello schermo c’è un’industria che impiega ingegneri e psicologi tra i migliori al mondo per intercettare esattamente i bisogni emotivi di chi la usa, e la forza di volontà da sola non basta.
 
Il libro propone una lente nuova, la prova del ricordo: di tutto il tempo passato sullo schermo, quanto se ne ricorda? La telefonata con un amico sì.
 
L’articolo che ha fatto cambiare idea sì. Le due ore di scorrimento dei feed no, perché sono progettate per non lasciare traccia. Il problema non è il tempo di schermo, che include lavoro, studio e relazioni, ma il tempo senza ricordi, l’unico che non si può nemmeno rimpiangere.
 
Con la supervisione scientifica della psicologa clinica Elena Lapucci e attraverso casi clinici reali, presentati in forma anonimizzata, il libro segue tre indicatori del benessere psicologico, sonno, attenzione e umore, e mostra come si ricostruiscono quando lo schermo smette di essere l’unico modo per regolare uno stato d’animo.
 
La strada indicata non è togliere, ma mettere al posto dello scroll qualcosa di meglio: un hobby, un interesse, un’attività vera. Chi lo fa non rinuncia a niente, scopre nuovi modi per godersi la vita.
 
Due capitoli portano il discorso nelle scuole e nelle aziende, dove l’attenzione diventa un bene collettivo da proteggere con regole condivise e non con la vergogna del singolo.
 
Dal benessere degli studenti al welfare dei dipendenti, con un principio non negoziabile, nessun dirigente vedrà mai i dati della singola persona. Il libro indica anche con chiarezza quando i segnali richiedono l’intervento di uno specialista.
 
Prendersi cura del proprio rapporto con lo schermo è prendersi cura della propria salute mentale. E non è una questione di forza di volontà.
Analogic Detox. Come disintossicarsi dallo smartphone e tornare a vivere
di Matteo Piccirilli, Heisenberg Editore, dal 2 ottobre 2026 in tutte le librerie e negli store online