Monica lavora in un ambiente a lei congeniale, dove può esprimere creatività condividendo valori e saperi. “L’una e l’altra” – questo il nome del bistrot dove lavora – è il punto ristoro della Casa Internazionale delle Donne di Roma. Sentiamo la sua esperienza:
Riferimento di lotte e conquiste sociali, la Casa non è solo l’ organismo autonomo preposto a valorizzare la politica delle donne, ma offre ospitalità, servizi e consulenze: è il luogo ideale dove sentirsi accolte se non si hanno riferimenti in città.
Nel cuore di Trastevere, la Casa ospitata, in un bel complesso antico, ha – tra i suoi temi – quello legato alle scelte libere sulla salute riproduttiva, ma il suo impegno politico – in ascolto delle nuove istanze della società – si è ampliato anche ad altri ambiti.
Come il contrasto al sessismo e al razzismo; l’accoglienza e il sostegno alle donne in difficoltà e/o vittime di violenza; la legalità, contro le mafie e la criminalità organizzata; la giustizia ambientale e una nuova visione dell’organizzazione urbana.
Ma pratica anche la cooperazione internazionale in ogni ambito, per esempio, forte è l’attenzione e il sostegno alla produzione artistica femminile: dalle registe, alle scrittrici, alle cantanti e pittrici di ogni provenienza.
Favorire la libera espressività e la condivisione di talenti femminili è un punto fermo per l’autodeterminazione e l’autovalutazione. E’ così che crescono gruppi, alleanze e cooperative, in ogni settore, socializzando.
Se è la cultura patriarcale a descrivere le donne come nemiche e in competizione fra loro, qui si ha la prova empirica opposta: dalla comunicazione non violenta al decoupage, dall’uncinetto ai gruppi di autoaiuto, tanti i corsi proposti dove si sperimenta l’ascolto e si pratica l’accoglienza.

