Halloween a modo nostro!

 

Nell’ultima settimana di ottobre succede qualcosa: fantasmi, mostri e streghe diventano ospiti «graditi» nelle nostre case. Li disegniamo, li cerchiamo sui libri, li trasformiamo in travestimenti e decorazioni. Diventiamo quasi una famiglia spooky friendly.

Eppure, quando la paura si presenta davvero, magari al momento di spegnere la luce, vorremmo poter rassicurare i nostri bambini con un semplice: «Non c’è niente da temere».

Forse è proprio questo il bello di Halloween: giocare con qualcosa che, nella vita di tutti i giorni, cerchiamo invece di tenere a distanza. Sapere che un mostro è soltanto un’invenzione ci permette di guardarlo da vicino e riderne insieme. Possiamo così fare, in un certo qual modo, la sua conoscenza.

Giocare con la paura

Impariamo a giocare ad armi scoperte con la paura. Sappiamo che è solo un gioco e siamo noi a decidere le regole.

Per i bambini, il confine tra immaginazione e realtà è tutto da esplorare. Halloween può essere una buona occasione per entrare in un mondo un po’ diverso dal solito. Un mondo dove i fantasmi non devono essere per forza minacciosi e la paura può cambiare faccia.

Questo non vuol dire simulare a tutti i costi un super coraggio non richiesto. Significa lasciare spazio a tutto ciò che il gioco permette di inventare.

Un bambino che indossa un mantello può diventare un personaggio, cambiare voce e cercarsi nei panni di qualcun altro. E non serve cedere all’aspetto consumistico della festa. A volte basta aprire un cassetto, tirare fuori qualche stoffa strappata e giocare con i trucchi della mamma. Si possono ottenere gli stessi risultati di un costume «perfetto».

Halloween arriva ogni anno con la sua lista di necessità: zucche, decorazioni, caramelle, riti e origini celtiche o americane. Non tutte le famiglie sentono vicina questa festa, per svariati motivi. E non importa festeggiarla a tutti i costi.

Per i bambini, però, potrebbe davvero diventare una piccola e gioiosa evasione ludica. Quindi, perché demonizzarla?

Tra il festeggiare a forza e il rifiutare tutto esiste uno spazio interessante. È quello in cui possiamo scegliere cosa ci somiglia, cosa ci diverte e cosa ci piace condividere.

Una festa non deve necessariamente arrivare a casa con un significato già confezionato. Possiamo reinterpretarla, alleggerirla e mescolarla sapientemente alle nostre abitudini. Oppure possiamo semplicemente prenderne spunto.

Quando una tradizione diventa nostra

Le tradizioni, specie quelle che non sentiamo nostre, sono fatte di gesti e piccoli rituali che ripetiamo nel tempo. Possiamo riempirli di significati nuovi. Non dobbiamo per forza celebrarli tutti nello stesso modo per poterli vivere.

Da Halloween possiamo quindi portarci a casa questo, al di là delle zucche e dei dolcetti: la possibilità di giocare ed essere imperfetti senza dover dimostrare nulla. Senza aspettative e senza la necessità di fare tutto nel modo giusto.

Non tutte le feste devono diventare per forza una tradizione di famiglia. Ma quando troviamo qualcosa che ci piace, che può aiutarci a raccontarci e a confrontarci, beh, non sprecherei l’occasione. Solo perché non la sentiamo ancora davvero nostra.

Buon Halloween!