Un museo non deve necessariamente cominciare con un “guardate e non toccate”. Per un bambino può essere anche un luogo da attraversare, osservare e perfino risolvere come un piccolo enigma.
È questa l’idea alla base dell’estate di Palazzo Maffei a Verona, che fino al 30 settembre propone attività pensate per avvicinare i più piccoli attraverso il gioco e la scoperta. Un modo per rendere l’esperienza del museo più accessibile senza trasformare l’arte in qualcosa di distaccato o esclusivamente didattico.
Per tutti i bambini in visita è disponibile gratuitamente Kids at the Museum, un kit che permette di esplorare il percorso museale in autonomia attraverso giochi, curiosità e attività.
Fino al 30 settembre c’è anche il Kids Art Contest – “Immagina il tuo Palazzo Maffei”, che invita i bambini a reinterpretare la facciata del museo attraverso il disegno. Non si tratta soltanto di osservare un edificio storico, ma di provare a immaginarlo con occhi diversi e restituirne una versione personale.
Per chi ha tra i 5 e i 12 anni c’è poi l’Audioguida Kids, un racconto costruito appositamente per accompagnare i bambini tra opere e sale attraverso storie, curiosità e spunti di osservazione. Uno strumento che permette di seguire la visita con tempi e parole più vicini alla loro esperienza.
Ad agosto il museo diventa anche teatro di una vera e propria caccia al tesoro. Ogni giovedì, fino alla fine del mese, e in alcune date del weekend, i bambini possono partecipare a un tour interattivo tra indizi, opere da osservare e misteri da risolvere. L’attività, disponibile in italiano e inglese, dura un’ora ed è pensata per la fascia dai 5 ai 12 anni.
Negli altri weekend di agosto il programma propone anche Avventure al Museo, un percorso tra opere e indovinelli che invita i piccoli visitatori a scoprire Palazzo Maffei in modo creativo.
Quando il museo lascia spazio alla curiosità, il bambino diventa un visitatore attivo a tutti gli effetti, con la possibilità di costruire il suo percorso di scoperta artistica e sensoriale. Ed è proprio così che un museo comincia a diventare familiare: non quando si è imparato tutto quello che contiene, ma quando si è trovato qualcosa che ci ha fatto venire voglia di continuare a frequentarlo.

