Abbiamo imparato a cercare il modo più veloce per arrivare. Quando programmiamo un viaggio, il tempo necessario per raggiungere una destinazione è spesso una delle prime cose che guardiamo: quante ore ci vogliono, quanti cambi dobbiamo fare.
Eppure non sempre arrivare prima significa viaggiare meglio.
Ci sono itinerari in cui il tempo trascorso per raggiungere una destinazione può diventare parte della vacanza. Un viaggio in treno che attraversa paesaggi diversi, una nave che parte la sera e arriva la mattina successiva.
Dal finestrino di un treno il paesaggio cambia lentamente. Le città lasciano spazio alla campagna, il mare compare all’improvviso. Sono luoghi che magari non visiteremo mai, ma che diventano comunque parte del percorso.
Anche una tratta lunga può diventare un’occasione per aggiungere una tappa. Fermarsi una notte in una città lungo il percorso, visitarla e ripartire il giorno dopo permette di trasformare un semplice passaggio in una parte vera e propria dell’itinerario.
È un modo di viaggiare che ricorda quello di qualche decennio fa, quando le grandi distanze europee si affrontavano più spesso in treno e arrivare dall’altra parte del continente poteva richiedere più di una notte.
Oggi abbiamo collegamenti più veloci e possibilità che rendono molto più semplice raggiungere praticamente qualsiasi destinazione. Ma proprio per questo possiamo scegliere quando vale la pena prendere una strada diversa.
Una delle possibilità più interessanti è quella di viaggiare di notte. Salire su un treno la sera e arrivare la mattina successiva permette di coprire una distanza importante mentre dormiamo. In alcuni casi significa anche non dover aggiungere una notte in hotel al viaggio e ritrovarsi già nella città che vogliamo visitare, con una giornata intera davanti.
C’è poi un vantaggio pratico, soprattutto quando si raggiungono le grandi città: la stazione ferroviaria si trova spesso in centro o comunque più vicina alla destinazione rispetto a un aeroporto.
Anche il traghetto può funzionare allo stesso modo. Una partenza serale, una notte a bordo e un arrivo al mattino permettono di trasformare la traversata in una parte dell’itinerario, invece di considerarla semplicemente tempo necessario per raggiungere la destinazione.
Naturalmente non è sempre la soluzione più economica e nemmeno quella più comoda per tutti. Una notte in cuccetta non equivale a una notte in hotel e alcune tratte possono essere molto lunghe.
Ma il punto non è stabilire quale sia il mezzo migliore. Viaggiare lentamente non è necessariamente una perdita di tempo e, certo, non è una scelta adatta a tutti. Ma quando il viaggio stesso è parte dell’esperienza, può avere un potere suggestivo particolare: quello di farci sentire già in vacanza prima ancora di essere arrivati a destinazione.

